Pasticceria "La Bomboniera"

Tradizione Austro-Ungarica
Se il visitatore, lasciato il molo Audace, percorre la riva illuminata e, sensibile al richiamo di S. Antonio (chiesa neoclassica che si affaccia sul canale), piega un po' sulla sinistra, ha dinanzi l'ultima pasticceria "liberty" rimasta intatta per un secolo a Trieste. Le austere vetrine sono ravvivate da bonbons, fondants, e confetti ottocenteschi che fanno corona a putizze, a presnitz, a pinze e ad uova di cioccolata fatte in casa, seguendo l'avvicendarsi delle stagioni. Molte signore triestine hanno ricevuto almeno una volta l'uovo pasquale personalizzato da un dono più o meno prezioso, ma sempre graditissimo, inaspettato e fissato nella memoria dal profumo della cioccolata. Occhieggiano i dolci ebraici di marzapane, le fave dei morti triestini o i mandorlati a scacchiera bianca e marrone. Se volete assaggiare il "Rigojansci" dovete andare alla Bomboniera, dove si fa pasticceria austro-ungarica dal 1836, anno in cui il negozio fu fondato dalla famiglia Eppinger, emigrata appunto dall'Ungheria. La Rigojansci è un dolce antico, siamo forse arrivati all'origine della torta Sacher che il pasticcere viennese Demel avrebbe perfezionato alle cucine dell'Hotel Sacher mantenendo la struttura di pan di Spagna al cioccolato, ma arricchendo la farcia con strati di marmellata. Nel 1936 Giuseppe Poth pasticcere ungherese fu chiamato dagli Eppinger a dirigere il laboratorio di pasticceria. Dopo aver cambiato proprietario, la Bomboniera passò dal 1936 al 1945 agli Zanon, in seguito fu gestita fino al 1963 dalle signore Ada Stern e Tbea Lukesh, raffinate ed eleganti,che contribuirono a conservare l'atmosfera mitteleuropea. La Bomboniera passò nel 1963 nelle mani del signor Giuseppe Poth fino al 1983. La stessa passò al figlio Erwino fino al 2000. Dal settembre 2000 ad oggi è in mano all'ex pasticcere Gaetano La Porta, che per anni ha lavorato con il signor Erwino Poth. Oltrepassate le porte in vetro smerigliato dai disegni liberty, tipiche e frequenti nelle case "bene" triestine, ci si trova in un ambiente dove il tempo sembra essersi fermato. Dietro le vetrine, colme di pastine piccole come si usavano un tempo, le commesse si alternano sorridenti e sommesse, sotto lo sguardo dolce e riservato della signora La Porta. Al piccolo banco si susseguono le torte Pischinger, Sacher, Linzer, Dobos, che non stanno in mostra ma sono confezionate immediatamente prima della consegna (segreto apparentemente ovvio, ma condiviso da pochi pasticceri). A "La Bomboniera" inoltre tutti i dolci sono cucinati rigorosamente nell'originale forno a legna risalente al 1836, unica pasticceria a Trieste ( e forse in Italia ) ad utilizzare questo antico metodo di cottura. La specialità di Gaetano non si limita ai dolci e dolcetti di cui abbiamo fino ad ora parlato ma è rivolta con passione in particolare alla Torta d'Ananas, alle Lettere d'Amore (sfogliatine sottilissime farcite di crema profumata e ricoperte di zucchero semolato) e all'Halvas e, in tema di cioccolata, si spazia su una produzione di pralinerie e di cioccolatini famosissimi che alla Bomboniera preparano in confezioni di lusso di gran classe ed eleganza. La grande scuola francese è stata qui mutuata e, in un certo senso, perfezionata: la varietà di assaggi di fruttini di marzapane e reali scuri, gli accostamenti di sapori, l'originalità delle farciture vale senz'altro almeno qualche assaggio accompagnato da un ottimo caffè e da fragranti croissant. E non per ultimo la tradizione di pasticceria siciliana, terra d'origine di Gaetano La Porta. Queste ultime si confezionano solo ed esclusivamente su ordinazione.